
Etichette alimentari – struttura, funzioni e normativa
Le etichette alimentari sono essenziali per la tutela dei consumatori e la sicurezza alimentare. Forniscono informazioni importanti come ingredienti, valori nutrizionali, origine e data di scadenza, regolamentate nell’UE dal Regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (LMIV).
Oltre a rispettare i requisiti previsti dalla normativa, le etichette devono essere progettate in modo chiaro, leggibile e comprensibile, così da fornire ai consumatori tutte le informazioni necessarie.
I materiali speciali utilizzati per il contatto diretto e indiretto con gli alimenti devono rispettare requisiti rigorosi, al fine di evitare la migrazione di sostanze indesiderate. In questo modo, le etichette alimentari contribuiscono in maniera importante alla sicurezza degli alimenti.

Definizione. Cosa sono le etichette alimentari?
Un’etichetta alimentare è un elemento centrale della confezione alimentare e svolge un ruolo essenziale nella tutela dei consumatori e nella sicurezza alimentare. La corretta etichettatura degli alimenti è indispensabile per informare i consumatori sulla composizione, sui valori nutrizionali, sull’origine e sulla data di scadenza di un prodotto. Queste informazioni sono importanti non solo per la decisione d’acquisto, ma anche per la corretta gestione e il consumo del prodotto.

Le informazioni che devono essere riportate sulle etichette alimentari sono regolamentate nell’Unione Europea dal Regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (LMIV). Tra queste rientrano, ad esempio, le indicazioni obbligatorie relative all’elenco degli ingredienti, agli allergeni e ai valori nutrizionali.
Inoltre, l’etichettatura contribuisce alla tracciabilità del prodotto, un altro aspetto fondamentale per la sicurezza alimentare, ad esempio in caso di richiami di prodotti alimentari o di problemi nella catena di approvvigionamento.
Oltre a soddisfare i requisiti previsti dalla normativa, le etichette alimentari devono essere progettate in modo da fornire informazioni chiare e comprensibili. In questo contesto, gli aspetti visivi, come la leggibilità, l’organizzazione delle informazioni e l’evidenziazione di indicazioni importanti come gli allergeni, svolgono un ruolo fondamentale.
Struttura di un’etichetta alimentare
La struttura di un’etichetta alimentare deve rispettare rigorosi requisiti di legge, che garantiscono che tutte le informazioni rilevanti siano facilmente accessibili e formulate in modo chiaro. I principali elementi di un’etichetta alimentare sono:
Denominazione del prodotto
Per la denominazione di un alimento è necessario utilizzare la denominazione prevista dalla normativa. Oltre alle disposizioni contenute nei regolamenti specifici di prodotto per alimenti come cioccolato e formaggio, molte denominazioni sono riportate anche nel Codice alimentare tedesco (Deutsches Lebensmittelbuch). Se non esiste una denominazione legalmente vincolante, è necessario formulare una descrizione inequivocabile dell’alimento.
Elenco degli ingredienti
Tutti gli ingredienti utilizzati devono essere riportati in ordine decrescente in base alla loro percentuale in peso. Particolarmente importante è l’indicazione degli allergeni, tra cui rientrano, ad esempio, glutine, arachidi, soia, latte e frutta a guscio.
Quantità netta
La quantità netta indica il numero di pezzi di un prodotto confezionato, il peso netto espresso in grammi (g) o chilogrammi (kg), oppure il volume espresso in millilitri (ml) o litri (l).


Termine minimo di conservazione e data di scadenza
Il termine minimo di conservazione (TMC) indica fino a quale data l’alimento conserva le proprie caratteristiche specifiche, come gusto, odore e consistenza, se conservato nelle condizioni previste.
Il termine minimo di conservazione non deve essere confuso con la data di scadenza, che deve essere indicata per gli alimenti facilmente deperibili, come pesce e carne. La data di scadenza indica il momento a partire dal quale l’alimento non dovrebbe più essere consumato per motivi di sicurezza alimentare.
Dichiarazione nutrizionale
La tabella nutrizionale fornisce informazioni sul valore energetico e sulla quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. La dichiarazione nutrizionale deve essere riportata in forma standardizzata per 100 grammi o 100 millilitri di prodotto.
Indicazioni sull’origine e altre certificazioni
Per determinati alimenti, in particolare carne, pesce e prodotti non trasformati, è necessario riportare indicazioni sull’origine del prodotto. Questo requisito è particolarmente importante nel contesto della sicurezza alimentare, poiché garantisce la tracciabilità del prodotto.
Sul’etichetta possono inoltre comparire marchi di certificazione biologica o certificazioni Fair Trade, che forniscono ai consumatori ulteriori informazioni sulle modalità di produzione o sugli standard etici adottati per il prodotto.
Ulteriori indicazioni volontarie
Oltre alle indicazioni obbligatorie, sull’etichetta possono essere riportate informazioni volontarie che consentono di specificare ulteriormente il prodotto o di evidenziarne determinate caratteristiche qualitative.
Tra queste rientrano, ad esempio, le indicazioni relative a un packaging ecocompatibile, le certificazioni o specifiche forme di alimentazione, come “vegano” o “vegetariano”.

I codici a barre e i codici QR possono rendere accessibili in formato digitale ulteriori informazioni sui prodotti, ma potrebbero mettere in una posizione di svantaggio i consumatori più anziani o le persone che non possiedono uno smartphone.
Nel nostro articolo «Etichette con codice a barre sui prodotti alimentari» scoprirete quali opportunità e sfide comportano i codici a barre sulle etichette alimentari.
Materiali delle etichette alimentari
La scelta dei materiali per le etichette alimentari svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza alimentare, la conservabilità dei prodotti e il rispetto dei requisiti di legge.
Le etichette stampate applicate sulle confezioni alimentari non devono soltanto rispettare i requisiti di legge relativi al contatto diretto o indiretto con gli alimenti, ma anche soddisfare le esigenze pratiche legate ai processi di produzione e distribuzione.
Tra queste rientra la resistenza all’umidità, ai grassi, alle temperature e alle sollecitazioni meccaniche durante il trasporto e lo stoccaggio.
Chi desidera realizzare etichette alimentari personalizzate e idonee al contatto con gli alimenti dovrebbe far stampare le proprie etichette utilizzando materiali testati, inchiostri a bassa migrazione e adesivi certificati, per garantire la massima sicurezza del prodotto.

Requisiti dei materiali
Le etichette idonee al contatto con gli alimenti sono composte da diversi materiali, ciascuno scelto in funzione della propria specifica finalità. I principali componenti di un’etichetta sono il materiale di supporto (generalmente carta o materiale plastico), l’adesivo e l’inchiostro di stampa.
Questi componenti devono rispettare i requisiti del Regolamento (CE) n. 1935/2004, che stabilisce che i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti non devono cedere sostanze in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana, provocare modifiche inaccettabili della composizione degli alimenti o alterarne le caratteristiche organolettiche (gusto, odore, colore, consistenza).
Etichette in carta
Le etichette in carta vengono utilizzate frequentemente per alimenti secchi e non grassi. Offrono il vantaggio di essere economiche e facilmente stampabili. Tuttavia, sono sensibili all’umidità, ai grassi e alle temperature estreme.
Per questo motivo, gli adesivi vengono utilizzati prevalentemente su prodotti che non sono sottoposti a forti sollecitazioni meccaniche o all’umidità, ad esempio sulle confezioni di prodotti a base di cereali o di frutta secca.
La riciclabilità delle etichette in carta dipende dalla combinazione specifica di materiale dell’etichetta, adesivo, inchiostri di stampa, eventuali rivestimenti, confezione su cui viene applicata l’etichetta e relativo percorso di riciclaggio. Nella scelta dei materiali per etichette, oltre ai requisiti funzionali, assumono un’importanza sempre maggiore anche le loro caratteristiche in termini di riciclabilità e smaltimento.
La possibilità di trattare correttamente le etichette in carta o in materiale plastico all’interno di un processo di riciclaggio dipende dal materiale specifico dell’etichetta, dall’adesivo, dalla stampa e dagli eventuali rivestimenti, nonché dalla confezione su cui viene applicata l’etichetta e dal relativo percorso di riciclaggio.


Etichette in materiale plastico
Le etichette in materiale plastico, spesso realizzate con materiali come polietilene (PE), polipropilene (PP) o polietilene tereftalato (PET), vengono utilizzate per prodotti umidi, grassi o sottoposti a temperature molto basse, poiché sono idrorepellenti e resistenti alle variazioni di temperatura.
Le etichette in film plastico sono più robuste e resistenti agli agenti esterni e risultano quindi particolarmente adatte agli alimenti che vengono conservati e trasportati in condizioni refrigerate o surgelate, come carne, pesce o prodotti surgelati.
Un vantaggio fondamentale delle etichette in pellicola è la loro flessibilità e resistenza. Possono essere allungate o deformate senza strapparsi immediatamente o subire danni significativi. Questo aspetto è particolarmente importante per gli imballaggi sottoposti a pressione o a sollecitazioni meccaniche.
Tuttavia, quando si utilizzano materiali plastici, è sempre necessario assicurarsi che nessuna sostanza chimica indesiderata venga trasferita agli alimenti.
La migrazione di sostanze dai materiali plastici rappresenta un rischio noto. Per questo motivo, tali materiali vengono sottoposti a rigorosi test per garantire che siano conformi ai requisiti stabiliti dal Regolamento (UE) n. 10/2011.
Etichette per stampa termica diretta
Le etichette per stampa termica diretta sono realizzate con uno speciale materiale termosensibile, che reagisce al calore e consente quindi di effettuare la stampa senza l’utilizzo di inchiostro o toner.
Poiché le etichette possono essere stampate direttamente sul posto, sono adatte a numerosi alimenti che vengono confezionati ed etichettati direttamente nel punto vendita, come prodotti a base di carne, verdura, frutta, prodotti surgelati o prodotti da forno freschi.

Norme e disposizioni di legge per gli alimenti
L’etichettatura degli alimenti è soggetta, nell’Unione Europea (UE), a rigorose disposizioni di legge volte a garantire che i consumatori siano informati in modo completo e trasparente sulle caratteristiche degli alimenti.
Le principali norme e disposizioni di legge in questo ambito riguardano sia l’utilizzo sicuro dei materiali di imballaggio sia l’indicazione precisa delle informazioni necessarie a proteggere i consumatori dai rischi per la salute.
Queste disposizioni hanno l’obiettivo di garantire la sicurezza alimentare, rafforzare la fiducia dei consumatori e, al contempo, armonizzare il mercato interno.

Regolamento relativo alle informazioni sugli alimenti ai consumatori (LMIV)
Il Regolamento relativo alle informazioni sugli alimenti ai consumatori (LMIV), ufficialmente noto come Regolamento (UE) n. 1169/2011, costituisce il principale riferimento normativo per l’etichettatura degli alimenti nell’UE. Esso stabilisce nel dettaglio quali informazioni devono essere riportate sulle confezioni degli alimenti.
Il regolamento LMIV è in vigore in tutti gli Stati membri dal 13 dicembre 2014 e mira a garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, favorendo al contempo il corretto funzionamento del mercato interno.
Regolamento (CE) n. 1935/2004 – Materiali a contatto con gli alimenti
Il Regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce i requisiti applicabili ai materiali e agli oggetti destinati a entrare in contatto con gli alimenti.
Il regolamento garantisce che i materiali utilizzati per il confezionamento, comprese le etichette, siano sicuri e non rilascino sostanze in quantità tali da poter mettere a rischio la salute dei cittadini dell’UE.
L’obiettivo principale del regolamento è la tutela della salute umana, ma anche la garanzia che i materiali di confezionamento non alterino le caratteristiche organolettiche degli alimenti, come il gusto e l’odore.

HACCP e GMP – Garanzia della qualità nella produzione alimentare
Oltre alle normative specifiche per il settore alimentare, anche standard generali di qualità e sicurezza come Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP) e Good Manufacturing Practice (GMP) svolgono un ruolo centrale nel settore alimentare.
Mentre le GMP stabiliscono le condizioni quadro per una produzione sicura e controllata dei materiali destinati al confezionamento, l’HACCP si concentra sull’identificazione e sul controllo dei pericoli lungo l’intera catena di produzione e approvvigionamento.

Principi HACCP
L’HACCP si basa su un approccio preventivo volto a garantire la sicurezza alimentare, attraverso l’analisi e il controllo dei potenziali pericoli.
Nel settore della produzione di imballaggi ed etichette vengono definiti punti critici di controllo (Critical Control Points, CCP), nei quali potrebbero insorgere potenziali rischi per la sicurezza alimentare, come ad esempio l’utilizzo di inchiostri a bassa migrazione o di adesivi approvati per l’uso previsto.
GMP nella produzione di etichette
Le linee guida GMP garantiscono che i materiali utilizzati per le etichette e gli imballaggi siano prodotti in un ambiente controllato, al fine di garantire la qualità e la sicurezza del prodotto finale.
A questo proposito, svolgono un ruolo fondamentale il monitoraggio dei processi produttivi, la tracciabilità delle materie prime utilizzate e i controlli periodici della qualità.
Ciò è particolarmente importante per garantire che nessuna sostanza chimica presente nelle etichette possa trasferirsi agli alimenti e comprometterne la sicurezza.

Migrazione e barriera protettiva: protezione dalle sostanze indesiderate
La migrazione di sostanze dai materiali di imballaggio agli alimenti rappresenta un tema centrale nell’ambito della sicurezza alimentare ed è sottoposta a rigorosi controlli secondo la normativa europea.
Per migrazione si intende il processo attraverso il quale sostanze chimiche presenti nell’imballaggio possono trasferirsi all’alimento confezionato. Questo fenomeno riguarda soprattutto gli imballaggi in plastica, ma anche inchiostri, adesivi e rivestimenti. Anche quantità minime di tali sostanze possono compromettere la sicurezza e la qualità degli alimenti.

Tipi di migrazione
La migrazione può avvenire in diversi modi:
Migrazione diretta: in questo caso, sostanze come plastificanti o monomeri utilizzati nelle materie plastiche possono trasferirsi dall’imballaggio all’alimento. La migrazione diretta è particolarmente rilevante nel caso di alimenti grassi o acidi, che tendono ad assorbire più facilmente determinate sostanze.
Migrazione indiretta: le sostanze possono raggiungere l’alimento anche indirettamente, ad esempio durante i processi di trasporto o attraverso il contatto con fattori esterni come l’umidità o la temperatura.
Proprietà barriera dei materiali di imballaggio
Per prevenire o ridurre al minimo la migrazione, vengono utilizzati materiali di imballaggio dotati di specifiche proprietà barriera. Queste barriere possono essere di natura fisica o chimica e hanno lo scopo di impedire il trasferimento di sostanze dall’imballaggio all’alimento.
Materiali come vetro, metallo e alcune materie plastiche offrono spesso un’elevata efficacia barriera contro la migrazione, mentre materiali meno stabili, come le materie plastiche semplici prive di rivestimenti aggiuntivi, garantiscono una protezione inferiore.
Un approccio particolarmente efficace per prevenire la migrazione consiste nell’utilizzo di imballaggi multistrato. Questi sono costituiti da diversi strati di materiali differenti, ciascuno dei quali svolge specifiche funzioni barriera.
Spesso le materie plastiche vengono combinate con strati metallici, in modo da unire le proprietà meccaniche della plastica alle elevate proprietà barriera dei metalli.

Disposizioni di legge sulla migrazione
Il Regolamento europeo (CE) n. 1935/2004 relativo ai materiali e agli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti stabilisce limiti rigorosi per la migrazione di sostanze negli alimenti.
Il regolamento garantisce che i materiali destinati a entrare in contatto con gli alimenti siano prodotti in modo tale che, in condizioni d’uso normali o prevedibili, non rilascino negli alimenti sostanze in quantità tali da:
- mettere a rischio la salute umana;
- provocare un’alterazione inaccettabile della composizione degli alimenti; oppure
- comportare un’alterazione delle proprietà organolettiche (gusto, odore, colore).
Inoltre, il Regolamento (UE) n. 10/2011 disciplina specificamente l’utilizzo delle materie plastiche destinate a entrare in contatto con gli alimenti. Tale regolamento stabilisce, tra l’altro, limiti per la migrazione consentita di determinate sostanze (ad esempio plastificanti o stabilizzanti) e prescrive l’esecuzione di test per determinare il livello di migrazione in condizioni d’uso reali.

Importanza della barriera per la tutela dei consumatori
La funzione barriera degli imballaggi svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza alimentare. In assenza di barriere adeguate, non solo le sostanze chimiche, ma anche aria, umidità e luce possono penetrare nell’alimento e comprometterne la qualità.
Ad esempio, l’ossigeno e la luce possono accelerare l’ossidazione dei grassi, provocando un sapore rancido e una perdita di sostanze nutritive.
Gli imballaggi con un’elevata barriera all’ossigeno e alla luce, come ad esempio i prodotti confezionati sottovuoto o quelli che utilizzano fogli di alluminio, impediscono questo deterioramento e contribuiscono a prolungare la durata di conservazione degli alimenti.
In sintesi, la protezione dalla migrazione non rappresenta soltanto una sfida tecnica, ma anche una sfida normativa, che contribuisce in modo determinante alla sicurezza e alla qualità degli alimenti.
Gli imballaggi moderni dotati di efficaci proprietà barriera contribuiscono a ridurre al minimo i rischi per la salute e a preservare la qualità del prodotto durante l’intero ciclo di vita.
Etichette per il contatto diretto e indiretto con gli alimenti
Le etichette per alimenti sono soggette a rigorosi requisiti di legge, volti a garantire la sicurezza dei prodotti confezionati. Tali disposizioni riguardano sia il contatto diretto sia quello indiretto con gli alimenti, con requisiti differenti per i materiali e i processi di produzione.
La tutela del consumatore rappresenta l’obiettivo prioritario, poiché sostanze indesiderate provenienti dalle etichette o dagli imballaggi possono trasferirsi agli alimenti, compromettendone la sicurezza e la qualità.
Contatto diretto con gli alimenti
Per contatto diretto con gli alimenti si intende il contatto immediato tra l’etichetta o l’imballaggio e l’alimento. Ne sono un esempio gli adesivi per alimenti applicati su frutta, verdura o prodotti a base di carne. In questi casi, il materiale utilizzato deve soddisfare i rigorosi requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 1935/2004.
I materiali che entrano direttamente in contatto con gli alimenti devono essere tali da non rilasciare sostanze nocive per la salute né alterare le proprietà organolettiche dell’alimento (come gusto, odore e aspetto).
Il Regolamento (UE) n. 10/2011 relativo ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con gli alimenti stabilisce limiti specifici per la migrazione delle sostanze.
Ad esempio, sostanze chimiche tossiche come gli ftalati o il bisfenolo A non devono trasferirsi agli alimenti, poiché sono considerate nocive per la salute.


I produttori di imballaggi ed etichette devono effettuare controlli regolari per garantire che i materiali utilizzati rispettino i limiti previsti dalla legge.
Questi controlli vengono effettuati in condizioni simulate che riproducono il contatto reale tra imballaggio e alimento, ad esempio durante la conservazione in condizioni di elevata umidità o a basse temperature. I certificati relativi a tali controlli sono fondamentali per dimostrare la conformità dei materiali.
Per le etichette alimentari stampate è consentito utilizzare esclusivamente inchiostri specificamente autorizzati. Questi inchiostri sono a bassa migrazione e devono garantire che, anche in condizioni estreme, nessuno dei loro componenti possa trasferirsi agli alimenti. Nella pratica, viene spesso utilizzata la tecnologia “Low Migration Ink” per ridurre al minimo il rischio di trasferimento dell’inchiostro.
Anche gli adesivi utilizzati non devono contenere solventi o altre sostanze volatili che potrebbero migrare. In particolare, nel caso di alimenti grassi o oleosi, per i quali la migrazione può avvenire più facilmente, è necessario utilizzare adesivi specifici.
Contatto indiretto con gli alimenti
Nel caso del contatto indiretto con gli alimenti, l’etichetta non entra direttamente in contatto con l’alimento, ma è separata dal prodotto da una barriera, come ad esempio un imballaggio primario (per esempio, un imballaggio in plastica).
Tuttavia, anche in questo caso, alcune sostanze presenti nell’etichetta o nell’imballaggio possono trasferirsi all’alimento, ad esempio attraverso la diffusione o il contatto con l’aria circostante. Anche per questo motivo si applicano requisiti rigorosi.
L’imballaggio alimentare deve quindi garantire un’adeguata funzione barriera, in modo da proteggere il contenuto da sostanze potenzialmente nocive e assicurare che nessuna sostanza chimica proveniente dallo strato esterno, sul quale è applicata l’etichetta, possa migrare nell’alimento.
È inoltre necessario evitare il rischio di contaminazione crociata durante il processo produttivo o il trasporto. Occorre pertanto garantire che i materiali non rilascino sostanze nocive che, a causa di fattori esterni come la temperatura o l’umidità, potrebbero raggiungere l’alimento.

Conclusioni: etichette per alimenti
Le etichette per alimenti sono uno strumento indispensabile per garantire la sicurezza alimentare e tutelare i diritti dei consumatori. Non forniscono soltanto informazioni essenziali sugli ingredienti, sui valori nutrizionali e sulla durata di conservazione, ma svolgono anche un ruolo centrale nel quadro normativo dell’industria alimentare.
Le rigorose disposizioni del Regolamento relativo alle informazioni sugli alimenti ai consumatori (LMIV), insieme ad altre normative europee come il Regolamento (CE) n. 1935/2004, garantiscono che sia i materiali sia le informazioni riportate sulle etichette soddisfino i più elevati requisiti di sicurezza.
Una delle principali sfide consiste nel prevenire la migrazione delle sostanze, per cui i materiali utilizzati per gli imballaggi devono fungere da barriera, impedendo il trasferimento di sostanze nocive agli alimenti.
Le Good Manufacturing Practice (GMP) e il sistema di Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP) contribuiscono a definire standard di produzione sicuri e garantiscono il monitoraggio continuo dell’intera catena di approvvigionamento.
Attraverso l’utilizzo di materiali idonei, di inchiostri a bassa migrazione e di processi produttivi sicuri, è possibile garantire un elevato livello di sicurezza alimentare.
Le disposizioni di legge non rappresentano soltanto uno strumento di tutela della salute delle persone, ma contribuiscono anche a creare standard uniformi nella produzione alimentare.
Pertanto, un’etichettatura degli alimenti corretta e sicura rimane un elemento fondamentale della tutela dei consumatori e della qualità degli alimenti.
Welche weiterführenden Infos gibt es zur Etikettierung von Lebensmitteln und zur Kennzeichnung nach Verordnung?
Se, dopo aver consultato la panoramica sulle etichette alimentari, cercate ulteriori approfondimenti pratici, nei seguenti articoli troverete informazioni integrative sulle etichette di prodotti specifici e sulle attuali norme di marcatura. Questi link vi aiuteranno a comprendere meglio i requisiti e a verificare in modo mirato i contenuti per la progettazione delle vostre etichette:




