Environmental Claims Glossary
1. Nota generale sulle indicazioni ambientali
Le indicazioni relative agli aspetti ambientali si riferiscono esclusivamente alla specifica variante di prodotto, materiale o dotazione espressamente indicata e all’aspetto ambientale concretamente descritto. Non costituiscono una valutazione complessiva della sostenibilità ambientale o sociale di un prodotto o del suo intero ciclo di vita.
A seconda dell’indicazione ambientale, possono essere rilevanti requisiti, metodi di valutazione e condizioni quadro differenti. Le rispettive limitazioni applicabili e le basi documentali richieste sono illustrate nella relativa voce del glossario.
2. Struttura del glossario
2.1 Segmenti di prodotto
Poiché i termini relativi agli aspetti ambientali possono avere significati e requisiti differenti a seconda del prodotto e del materiale, il glossario è suddiviso in base ai segmenti di prodotto:
- Doypack, sacchetti piatti e imballaggi flessibili
- Etichette
- Astucci pieghevoli
- Scatole da spedizione / cartone ondulato
- Tubi
- Foglietti illustrativi
3. Segmento di prodotto: Doypack, sacchetti piatti e imballaggi flessibili
3.1 Riciclabile / riciclabilità
I termini «riciclabile» e «riciclabile ai fini del riciclo» descrivono in questo contesto l’idoneità di un imballaggio a un processo di riciclo nel quale i materiali recuperati possono essere reintrodotti come materie prime seconde in applicazioni tipiche per il relativo materiale. Nella valutazione viene considerata la struttura completa dell’imballaggio.
Nel caso dei doypack e dei sacchetti piatti, oltre al materiale principale, possono influire sulla selezionabilità e sulla riciclabilità in particolare le barriere e i rivestimenti, gli inchiostri da stampa e le vernici, gli adesivi nonché componenti aggiuntivi come zip o sistemi di chiusura. Anche la raccolta effettiva, la selezione e il riciclo dipendono inoltre dal percorso di smaltimento e riciclo previsto nonché dalle infrastrutture di riciclo disponibili.
Fondamento dell’indicazione: Lo ZSVR-Mindeststandard zur Bemessung des recyclinggerechten Designs von Verpackungen – Ausgabe 2025 contiene specifici criteri di valutazione per la progettazione degli imballaggi flessibili in PE e PP, inclusi sacchetti, doypack e pouch (Allegato A 2.11 e A 2.13), considerando la struttura del materiale, la selezionabilità, il percorso di riciclo e le infrastrutture di riciclo disponibili. Per gli imballaggi flessibili vengono inoltre utilizzate come riferimento le CEFLEX D4ACE Design Choices e le RecyClass Design for Recycling Guidelines per film flessibili in PE e film flessibili in PP per la valutazione della struttura del materiale e dei componenti dell’imballaggio nel rispettivo flusso di riciclo.
3.2 Monomateriale / struttura progettata per il riciclo
Il termine «monomateriale» indica, nel caso degli imballaggi flessibili in plastica, una struttura nella quale un unico tipo di polimero, come PE o PP, costituisce la componente predominante. Nel contesto CEFLEX D4ACE, per un approccio basato sul monomateriale viene considerata una percentuale superiore al 95% di un unico tipo di polimero come componente principale.
Una struttura progettata per il riciclo tiene inoltre conto della compatibilità dei materiali e dei componenti dell’imballaggio utilizzati con il flusso di riciclo previsto. Una struttura monomateriale non è pertanto automaticamente equivalente a riciclabilità. Barriere, rivestimenti, adesivi, inchiostri da stampa, vernici, chiusure e ulteriori componenti possono influenzare la selezionabilità e la riciclabilità.
Fondamento dell’indicazione: La denominazione «monomateriale» si basa sui dati tecnici specifici del prodotto relativi ai materiali e alla composizione della struttura completa dell’imballaggio. Le CEFLEX D4ACE Guidelines zum Mono-Material-Ansatz e le attuali CEFLEX D4ACE Design Choices forniscono indicazioni sulle strutture Mono-PE e Mono-PP e sull’influenza di ulteriori componenti dell’imballaggio. Le RecyClass Design for Recycling Guidelines per imballaggi flessibili in PE e imballaggi flessibili in PP valutano la composizione dei materiali nonché barriere, adesivi, chiusure, inchiostri da stampa e ulteriori componenti in relazione alla loro compatibilità con il rispettivo flusso di riciclo. Per la Germania, lo ZSVR-Mindeststandard zur Bemessung des recyclinggerechten Designs von Verpackungen contiene specifici criteri di valutazione per gli imballaggi flessibili in PE e PP, inclusi sacchetti, doypack e pouch.
3.3 Sostenibile / ecocompatibile / rispettoso delle risorse
I termini «sostenibile», «ecocompatibile» e «rispettoso delle risorse» sono indicazioni ambientali di ampia portata che possono riferirsi a differenti caratteristiche ambientali e fasi del ciclo di vita. In relazione a una variante di sacchetto, questi termini si riferiscono pertanto esclusivamente all’aspetto ambientale espressamente indicato, ad esempio a un minore utilizzo di materiale o a una specifica caratteristica legata alla riciclabilità oggetto di valutazione. Da una singola caratteristica ambientale non può essere dedotta una valutazione complessiva positiva dell’intero sacchetto o del suo intero ciclo di vita. Questa limitazione deve essere indicata in modo chiaro ed evidente nelle immediate vicinanze dell’indicazione stessa (ad esempio sulla stessa superficie dell’imballaggio o nella stessa interfaccia di vendita online), affinché l’indicazione non venga considerata un’indicazione ambientale generica ai sensi della Direttiva (UE) 2024/825.
Qualora l’indicazione venga inoltre quantificata (ad esempio tramite percentuali relative all’impronta ecologica, al risparmio sui costi o al consumo di risorse), nelle immediate vicinanze dell’indicazione deve essere indicata una fonte riconoscibile e verificabile per il valore specifico riportato. In assenza di tale fonte, l’indicazione quantificata deve essere rimossa oppure sostituita con una formulazione generale, non quantificata e strettamente delimitata secondo il paragrafo 1. Questa integrazione non costituisce una copertura successiva per valori numerici già pubblicati la cui fonte non sia reperibile (ad esempio «impronta ecologica -85%», «costi aziendali -15%» nell’articolo sui monomateriali); per tali valori rimane pertanto aperta la ricerca interna delle fonti.
Fondamento dell’indicazione: La relativa indicazione si basa su dati specifici del prodotto o su valutazioni dell’aspetto ambientale concretamente indicato. Per gli imballaggi flessibili, le CEFLEX D4ACE Guidelines vengono utilizzate in particolare per la valutazione delle caratteristiche relative alla riciclabilità e all’economia circolare. Gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita possono essere valutati sulla base della LCA Guidance for Flexible Packaging di Flexible Packaging Europe. Le indicazioni relative all’efficienza delle risorse si basano sui relativi dati di materiale e peso; come base tecnica complementare possono essere utilizzati gli studi IFEU sull’efficienza delle risorse degli imballaggi flessibili. I singoli valori quantificati devono inoltre essere comprovati da una fonte specifica riconoscibile nel contesto del testo.
3.4 Riduzione del materiale / minore impiego di materiale
Le indicazioni relative alla riduzione del materiale o al minore impiego di materiale descrivono una diminuzione della quantità di materiale utilizzata per un imballaggio rispetto a una base di confronto definita. In caso di indicazioni comparative o quantificate, la quantità di materiale viene confrontata sulla base di un parametro funzionale equivalente, ad esempio in presenza della stessa o di una quantità di riempimento comparabile. Le funzioni necessarie dell’imballaggio, in particolare la protezione del prodotto contenuto, devono essere mantenute.
Un minore impiego di materiale descrive esclusivamente la quantità di materiale risparmiata e non costituisce una valutazione complessiva dell’impatto ambientale dell’imballaggio.
In presenza di indicazioni percentuali concrete (ad esempio «fino a X% di materiale in meno»), l’imballaggio di confronto deve essere chiaramente indicato nel contesto dell’indicazione e il valore utilizzato deve essere comprovato sulla base dello studio preso come riferimento e non derivare da un altro calcolo non specificato.
Una riduzione del peso o del volume che soddisfa esclusivamente i requisiti minimi previsti dalla normativa ai sensi del Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) per la minimizzazione del peso e del volume (articolo 10, allegato IV) non può essere promossa come prestazione ambientale volontaria autonoma. È consentita la comunicazione di una riduzione del materiale che superi il requisito minimo normativo applicabile, a condizione che tale valore aggiunto sia chiaramente indicato nelle immediate vicinanze dell’indicazione.
Fondamento dell’indicazione: L’indicazione si basa sui dati specifici del prodotto relativi ai materiali e al peso delle varianti di imballaggio considerate. Nel caso di indicazioni comparative o quantificate vengono inoltre considerati l’imballaggio di confronto, il parametro funzionale di riferimento e la conseguente riduzione di materiale determinata. Lo studio IFEU «Resource Efficient Packaging» per Flexible Packaging Europe valuta l’efficienza delle risorse di sistemi di imballaggio comparabili sulla base dell’impiego di materiali ed energia nonché delle perdite di materiale e utilizza, tra gli altri esempi, un doypack flessibile come caso applicativo. Inoltre, la documentazione di Flexible Packaging Europe sull’efficienza delle risorse degli imballaggi flessibili evidenzia l’importanza di un ridotto impiego di materiale e del peso dell’imballaggio per questo segmento di prodotto. I requisiti relativi alla minimizzazione del peso e del volume mantenendo al contempo la funzionalità dell’imballaggio derivano inoltre dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in particolare dall’articolo 10 e dall’allegato IV. La distinzione tra requisito minimo previsto dalla legge e prestazione volontaria aggiuntiva segue le disposizioni della Direttiva (UE) 2024/825 sul rafforzamento dei consumatori per la transizione ecologica (Empowering Consumers Directive).
3.5 CO₂e / bilancio dei gas serra / emissioni di trasporto
CO₂e (equivalenti di anidride carbonica) è un’unità di misura che consente di rappresentare in modo comparabile l’impatto climatico di diversi gas a effetto serra. Le indicazioni relative alle emissioni di gas serra o alle emissioni di trasporto si riferiscono al rispettivo ambito di analisi definito e alle fonti emissive considerate al suo interno.
Il risultato di un calcolo delle emissioni di gas serra dipende, tra l’altro, dai confini del sistema definiti, dal parametro di riferimento e dai dati e fattori di emissione utilizzati. Nel caso di indicazioni comparative è inoltre determinante la base di confronto considerata. L’indicazione descrive l’impatto climatico all’interno del rispettivo ambito di analisi e non costituisce una valutazione complessiva di altri impatti ambientali dell’imballaggio.
L’ambito di analisi può includere anche indicazioni relative al cliente assimilabili allo Scope 3 (ad esempio «…può ridurre il bilancio CO₂ di un’azienda»), a condizione che sia chiaramente riconoscibile che la riduzione si riferisce a un minore impiego di materiale o a una riduzione dell’impegno di trasporto presso l’azienda cliente e non al prodotto stesso. Non rientrano in questa voce le indicazioni formulate come dichiarazioni concluse di neutralità climatica o compensazione relative al prodotto; tali indicazioni rientrano nella voce separata e bloccata «Climaticamente neutrale» e sono di per sé non ammissibili.
Fondamento dell’indicazione: La relativa indicazione si basa su un calcolo delle emissioni di gas serra specifico per il prodotto, con ambito di analisi, confini del sistema, parametro di riferimento e dati di calcolo definiti. La LCA Guidance for Flexible Packaging di Flexible Packaging Europe descrive, nello specifico per gli imballaggi flessibili, la definizione dei confini del sistema e dei parametri funzionali di riferimento, la selezione di dati adeguati nonché la considerazione dei trasporti e delle emissioni di gas serra all’interno del relativo ciclo di vita. Inoltre, lo studio comparativo IFEU su pouch flessibili e sistemi di imballaggio alternativi mostra come gli impatti climatici e i trasporti vengano considerati nella valutazione del ciclo di vita degli imballaggi in busta e confrontati con sistemi di imballaggio funzionalmente equivalenti.
3.6 Ciclo dei materiali / economia circolare
Il termine «ciclo dei materiali» descrive in questo contesto il percorso attraverso il quale i materiali di imballaggio valorizzabili possono essere nuovamente destinati a un utilizzo come materia dopo la raccolta, la selezione e il riciclo. La possibilità che una variante di doypack o sacchetto piatto sia idonea a tale percorso di riciclo dipende, tra l’altro, dalla struttura completa dell’imballaggio, dalla selezionabilità, dal percorso di riciclo previsto e dall’infrastruttura di riciclo disponibile.
L’indicazione non significa che il materiale utilizzato venga effettivamente mantenuto completamente o permanentemente in un ciclo chiuso di materiali o che venga nuovamente utilizzato con la stessa qualità.
Fondamento dell’indicazione: La classificazione si basa su dati specifici del prodotto relativi ai materiali e sulla valutazione della rispettiva variante di imballaggio per il percorso di riciclo previsto. Le CEFLEX D4ACE Guidelines per gli imballaggi flessibili descrivono la progettazione degli imballaggi flessibili per la raccolta, la selezione e il riciclo con l’obiettivo di reintrodurre i materiali recuperati in nuovi utilizzi come materia. Lo ZSVR-Mindeststandard 2025 contiene proprie categorie di valutazione per gli imballaggi flessibili in PE e PP, inclusi sacchetti, doypack e pouch, considerando tra l’altro la quota di materiali valorizzabili, la selezionabilità, i percorsi di riciclo e l’infrastruttura di riciclo. Inoltre, la RecyClass Packaging Recyclability Methodology sulla base di un esempio concreto di pouch in PE mostra come vengono valutati la struttura del materiale, la raccolta locale, la selezione, il riciclo e i possibili effetti di singoli componenti dell’imballaggio sulla qualità del riciclato.
3.7 Smaltimento / raccolta differenziata plastica / raccolta della carta
Le indicazioni relative allo smaltimento descrivono il percorso di raccolta previsto per la rispettiva variante di imballaggio. In Germania, per i consumatori finali privati, gli imballaggi in plastica completamente svuotati rientrano generalmente nella raccolta degli imballaggi leggeri, ad esempio tramite il contenitore giallo (Gelbe Tonne) o il sacco giallo (Gelber Sack); a livello regionale può essere prevista anche una raccolta tramite contenitore per materiali valorizzabili.
Gli imballaggi vuoti in carta, cartone o cartoncino vengono generalmente raccolti attraverso la raccolta della carta da riciclo. Nel caso di imballaggi compositi a base carta, rivestimenti o ulteriori componenti materiali, l’assegnazione al previsto percorso di raccolta e riciclo può differire. Sono pertanto determinanti la struttura concreta dell’imballaggio e le indicazioni di smaltimento applicabili alla rispettiva variante di imballaggio.
Fondamento dell’indicazione: L’assegnazione dei percorsi di raccolta in Germania si basa sulle informazioni aggiornate dell’Umweltbundesamt relative alla normativa sugli imballaggi e allo smaltimento degli imballaggi. Per la classificazione specifica del prodotto viene inoltre utilizzato lo ZSVR-Mindeststandard zur Bemessung des recyclinggerechten Designs von Verpackungen – Ausgabe 2025. Questo contiene categorie specifiche per gli imballaggi flessibili in PE e PP, inclusi sacchetti, doypack e pouch, nonché per gli imballaggi flessibili in carta e gli imballaggi compositi a base carta. L’indicazione specifica relativa allo smaltimento dipende inoltre dai dati del materiale e dalla struttura completa della rispettiva variante di imballaggio.
3.8 Bio / prodotti biologici
La denominazione «Bio» si riferisce in questo contesto al prodotto confezionato o all’utilizzo previsto dell’imballaggio per prodotti biologici. Essa non descrive una caratteristica del materiale dell’imballaggio stesso.
L’utilizzo di un imballaggio per prodotti biologici non significa pertanto che il doypack o il sacchetto piatto siano essi stessi biobased, biodegradabili, compostabili o riciclabili. Questi termini descrivono caratteristiche specifiche e autonome, che devono essere valutate separatamente.
Fondamento dell’indicazione: L’utilizzo delle denominazioni «Bio» e «Öko» per i prodotti è disciplinato dal Regolamento (UE) 2018/848 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. Il portale informativo Ökolandbau.de sugli imballaggi per il settore biologico illustra i requisiti per gli imballaggi destinati agli alimenti biologici e chiarisce che dalla caratteristica biologica dell’alimento non deriva automaticamente una corrispondente proprietà del materiale dell’imballaggio. La distinzione tra caratteristiche degli imballaggi come «biobased», «biodegradabile» e «compostabile» è inoltre supportata dalle informazioni dell’Agenzia specializzata per le materie prime rinnovabili sui biopolimeri per imballaggi.
3.9 Influssi ambientali
Il termine «influssi ambientali» indica in questo contesto gli effetti esterni dell’ambiente sul prodotto contenuto, ad esempio ossigeno, umidità o luce. A seconda della struttura del materiale, le proprietà barriera e protettive dell’imballaggio possono contribuire a proteggere il prodotto contenuto da tali influenze e a limitare alterazioni dell’aroma o della qualità.
L’indicazione descrive quindi una funzione di protezione del prodotto e non un effetto ambientale positivo dell’imballaggio.
Fondamento dell’indicazione: La relativa indicazione si basa sui dati tecnici specifici del prodotto relativi ai materiali e sulle proprietà barriera della variante di imballaggio interessata. La panoramica CEFLEX D4ACE «Materials and their Properties» descrive, in particolare per i materiali di imballaggio flessibili, tra l’altro le barriere ai gas, all’umidità, agli aromi e alla luce. Gli attuali CEFLEX D4ACE Design Principles confermano l’importanza di funzioni barriera specifiche del prodotto, come la protezione da gas e umidità, negli imballaggi flessibili. Inoltre, la LCA Guidance for Flexible Packaging di Flexible Packaging Europe descrive le diverse proprietà barriera dei materiali tipici utilizzati per gli imballaggi flessibili, tra cui quelle nei confronti di umidità, gas, ossigeno e luce.
3.10 Riutilizzabile / utilizzabile più volte
Il termine «riutilizzabile» indica un imballaggio progettato e immesso sul mercato per essere riutilizzato più volte e per compiere diversi cicli di utilizzo durante il proprio ciclo di vita.
Da ciò deve essere distinta la richiudibilità durante l’utilizzo di un prodotto confezionato. Una zip o una chiusura a pressione consente di aprire e richiudere più volte un doypack o un sacchetto piatto, ma da sola non rende l’imballaggio un imballaggio riutilizzabile.
Fondamento dell’indicazione: La classificazione degli imballaggi riutilizzabili si basa sui requisiti del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in particolare sull’articolo 11. Secondo tale regolamento, gli imballaggi riutilizzabili devono essere progettati per un riutilizzo multiplo e per diversi cicli di utilizzo e devono inoltre soddisfare ulteriori requisiti, tra cui quelli relativi allo svuotamento, al riempimento, alla sicurezza, all’igiene e al ricondizionamento. Flexible Packaging Europe descrive zip e sistemi di chiusura comparabili negli imballaggi flessibili come funzioni di richiudibilità («re-closing devices»). La richiudibilità di un determinato sacchetto si basa inoltre sulle caratteristiche tecniche del sistema di chiusura effettivamente utilizzato.
3.11 Contenuto di riciclato / quota di materiale riciclato
I termini «contenuto di riciclato», «quota di materiale riciclato» o «realizzato con materiale riciclato» descrivono in questo contesto che l’imballaggio è stato prodotto interamente o parzialmente con materiale già riciclato (riciclato post-consumo o post-industriale). Si tratta quindi di un’indicazione relativa all’impiego di materiale nella fase di produzione (caratteristica in ingresso).
Questa indicazione deve essere chiaramente distinta dalla voce 3.1 «Riciclabile / riciclabilità»: la voce 3.1 descrive l’idoneità dell’imballaggio a essere riciclato dopo l’utilizzo (caratteristica di fine vita), mentre la voce 3.11 descrive la quantità di materiale già riciclato contenuta nell’imballaggio stesso. Un imballaggio può essere riciclabile senza contenere materiale riciclato e, viceversa, può contenere materiale riciclato senza essere necessariamente riciclabile. Le due indicazioni non devono essere confuse né utilizzate come equivalenti.
Nel caso dei doypack e dei sacchetti piatti, occorre inoltre considerare che l’impiego di materiale riciclato nei film plastici flessibili deve essere valutato sotto il profilo tecnico e normativo in modo diverso rispetto ai prodotti in carta o cartone (ad esempio la carta riciclata negli imballaggi in cartone da spedizione). L’indicazione di una percentuale concreta deve riferirsi all’effettiva quota di materiale riciclato utilizzata nel rispettivo film e non può essere trasferita automaticamente da altri segmenti di prodotto.
Una quota minima di materiale riciclato prescritta dalla legge (ad esempio ai sensi del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, PPWR) non può essere promossa come prestazione ambientale autonoma, poiché il rispetto dei requisiti minimi di legge non costituisce una prestazione ecologica aggiuntiva. È invece consentita la comunicazione di una quota di materiale riciclato superiore alla quota minima prevista dalla normativa applicabile, a condizione che tale quota aggiuntiva sia chiaramente indicata nelle immediate vicinanze dell’indicazione.
Fondamento dell’indicazione: DIN EN 15343:2008-02 «Kunststoffe – Kunststoff-Rezyklate – Rückverfolgbarkeit bei der Kunststoffverwertung und Bewertung der Konformität und des Rezyklatgehalts; Deutsche Fassung EN 15343:2007», RecyClass Recycled Plastic Traceability Certification, ISCC PLUS. Inoltre, devono essere considerate le disposizioni della Direttiva (UE) 2024/825 sul rafforzamento dei consumatori per la transizione ecologica (Empowering Consumers Directive), secondo cui le indicazioni ambientali non possono essere formulate senza adeguata motivazione o validazione, nonché i requisiti del Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) relativi alle quote minime obbligatorie di materiale riciclato.
4. Segmento di prodotto: Etichette
4.1 Riciclabile / riciclabilità dei materiali per etichette
I termini «riciclabile» e «riciclabilità» descrivono in questo contesto l’idoneità di un’etichetta a essere avviata a un processo di riciclo insieme all’imballaggio di supporto associato (ad esempio bottiglia, bicchiere, astuccio pieghevole), senza comprometterne in modo significativo la selezione e la riciclabilità. Nella valutazione, l’etichetta e l’imballaggio di supporto vengono sempre considerati come un sistema complessivo e non l’etichetta in modo isolato.
Nel caso delle etichette, possono influenzare in particolare la selezionabilità e la riciclabilità dell’imballaggio complessivo il materiale dell’etichetta stesso (carta o film plastico), la compatibilità del materiale con il contenitore di supporto (ad esempio un’etichetta in PP su una bottiglia in PET come elemento di disturbo), il tipo di adesivo e la sua possibilità di rimozione (comportamento wash-off) nel relativo processo di riciclo, le dimensioni dell’etichetta o il grado di copertura della superficie dell’imballaggio, nonché gli inchiostri da stampa e gli eventuali rivestimenti. La possibilità che un’etichetta sia effettivamente riciclabile dipende pertanto sempre dall’interazione concreta con il rispettivo imballaggio di supporto e dal percorso di riciclo previsto.
Fondamento dell’indicazione: Lo ZSVR-Mindeststandard zur Bemessung des recyclinggerechten Designs von Verpackungen – Ausgabe 2025 valuta le etichette come possibile fattore di influenza sulla riciclabilità del rispettivo imballaggio di supporto, considerando tra l’altro la compatibilità dei materiali, la possibilità di rimozione e il grado di copertura. Le RecyClass Design for Recycling Guidelines valutano, per i rispettivi materiali di supporto — tra cui bottiglie in PET, film in PE, film in PP, contenitori in HDPE e contenitori in PP — la compatibilità del materiale dell’etichetta e dell’adesivo con il rispettivo flusso di riciclo e classificano le etichette, a seconda della configurazione, come non critiche, problematiche o tali da escludere il riciclo. Inoltre, il whitepaper FINAT sul ruolo delle etichette autoadesive nel riciclo del PET mostra, sulla base di dati di test, come il materiale dell’etichetta, l’adesivo e le dimensioni influenzino la riciclabilità degli imballaggi in PET; i FINAT Test Methods forniscono i metodi di prova alla base di tali valutazioni.
4.2 Carta riciclata / materiale riciclato / film riciclato
I termini «carta riciclata», «materiale riciclato» o «film riciclato» descrivono in questo contesto che il rispettivo materiale per etichette è stato prodotto interamente o parzialmente con materiale già riciclato (riciclato post-consumo o post-industriale). Si tratta di un’indicazione relativa all’impiego del materiale nella fase di produzione (caratteristica in ingresso) e non di un’indicazione relativa alla riciclabilità dell’etichetta dopo l’utilizzo.
Questa indicazione deve essere chiaramente distinta dalla voce 4.1 «Riciclabile / riciclabilità dei materiali per etichette»: la voce 4.1 descrive l’idoneità dell’etichetta (insieme all’imballaggio di supporto) a essere riciclata dopo l’utilizzo (caratteristica di fine vita), mentre la voce 4.2 descrive la quantità di materiale già riciclato contenuta nel materiale dell’etichetta stesso. Un’etichetta può essere riciclabile senza contenere materiale riciclato e, viceversa. Inoltre, l’impiego di materiale riciclato nelle etichette in carta deve essere valutato dal punto di vista tecnico e della certificazione in modo diverso rispetto alle etichette in film plastico; l’indicazione di una percentuale concreta deve sempre riferirsi al materiale effettivamente utilizzato nella rispettiva variante di etichetta e non può essere trasferita automaticamente ad altri tipi di etichette.
Fondamento dell’indicazione: Per le etichette in carta, il Blauer Engel DE-UZ 14b «Fertigerzeugnisse aus Recyclingpapier und -karton» (pagina riepilogativa) stabilisce requisiti specifici relativi alla quota minima di carta da macero necessaria per l’identificazione come carta riciclata. Per le etichette in film plastico si applicano la DIN EN 15343:2008-02 relativa alla tracciabilità e alla valutazione del contenuto di riciclato nonché la RecyClass Recycled Plastic Traceability Certification e ISCC PLUS come basi di verifica per la quota effettiva di materiale riciclato utilizzato.
4.3 Etichette in carta / senza plastica
I termini «etichetta in carta» e «senza plastica» descrivono in questo contesto che il materiale dell’etichetta (facestock) è costituito da carta anziché da un film plastico. Questa indicazione si riferisce esclusivamente al materiale specificamente indicato e non automaticamente all’intera etichetta come sistema complessivo.
Oltre al facestock, un’etichetta in carta è generalmente composta da ulteriori elementi come adesivo, carta di supporto (liner) ed eventuali rivestimenti o laminazioni, che a loro volta possono contenere componenti in plastica. L’indicazione «senza plastica» è pertanto consentita solo se si riferisce chiaramente al componente specificamente indicato (ad esempio «facestock senza plastica») oppure se tutti i componenti dell’etichetta — inclusi adesivo, liner ed eventuali rivestimenti — sono effettivamente privi di componenti plastici. Un’indicazione riferita esclusivamente al facestock, ma che crea l’impressione che l’intera etichetta sia priva di plastica, costituisce un’indicazione non ammessa relativa al prodotto complessivo, sebbene il vantaggio effettivo riguardi solamente un componente.
Fondamento dell’indicazione: Lo ZSVR-Mindeststandard 2025 contiene specifiche categorie di valutazione per le etichette in carta e i materiali compositi a base carta e considera la struttura completa del materiale, inclusi adesivi e rivestimenti. Secondo la Direttiva (UE) 2024/825 sul rafforzamento dei consumatori per la transizione ecologica (Empowering Consumers Directive), le indicazioni relative al prodotto complessivo non sono ammesse se la caratteristica ambientale dichiarata riguarda effettivamente solo un determinato componente o aspetto del prodotto; l’indicazione deve pertanto essere chiaramente limitata al componente effettivamente interessato (ad esempio il facestock), a meno che tutti i componenti soddisfino tale caratteristica.
4.4 Blauer Engel
«Blauer Engel» indica il marchio ambientale tedesco assegnato dal Ministero federale dell’Ambiente e gestito da RAL gGmbH. L’utilizzo del marchio è consentito esclusivamente se la rispettiva etichetta o il materiale in carta o cartone utilizzato soddisfa i criteri specifici di assegnazione della relativa categoria di certificazione e se è disponibile un certificato valido rilasciato dall’organismo competente.
Per le etichette è particolarmente rilevante la categoria DE-UZ 14b «Fertigerzeugnisse aus Recyclingpapier und -karton», che stabilisce una quota minima di carta da macero nonché ulteriori requisiti (ad esempio relativi alle sostanze nocive e al processo produttivo). L’indicazione «Blauer Engel» può riferirsi esclusivamente al materiale o prodotto concretamente certificato e non può essere trasferita ad altre varianti di etichette non certificate appartenenti allo stesso assortimento. Se il certificato scade o viene revocato, l’utilizzo del marchio deve essere interrotto immediatamente.
Fondamento dell’indicazione: I criteri di assegnazione Blauer Engel DE-UZ 14b, versione 6 (pagina riepilogativa) definiscono i requisiti concreti relativi alla quota di carta da macero, all’assenza di sostanze nocive e ad altri criteri per l’assegnazione del marchio a prodotti in carta e cartone riciclati. Secondo la Direttiva (UE) 2024/825 (Empowering Consumers Directive), le indicazioni relative a marchi e certificazioni sono consentite esclusivamente se si basano su un sistema di certificazione con criteri accessibili pubblicamente oppure se sono assegnate da un organismo pubblico — entrambe le condizioni sono soddisfatte dal Blauer Engel in quanto marchio ambientale sostenuto dallo Stato.
4.5 FSC / PEFC / fibre di carta certificate
I termini «FSC» e «PEFC» si riferiscono alla certificazione della catena di custodia (Chain of Custody) delle fibre di carta e cellulosa utilizzate nella produzione di un’etichetta. Essi confermano che le fibre di carta impiegate provengono da foreste gestite secondo i rispettivi standard del Forest Stewardship Council (FSC) e del Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes (PEFC) e che la tracciabilità delle fibre lungo l’intera catena di approvvigionamento è documentata senza interruzioni.
L’utilizzo del logo FSC o PEFC oppure di una relativa marcatura su un’etichetta è consentito esclusivamente se per la specifica etichetta o per il relativo riferimento alle fibre di carta è disponibile un certificato di catena di custodia valido. Nel caso di etichette applicate su un imballaggio di supporto, deve inoltre essere verificato che la marcatura si riferisca correttamente alla componente fibrosa dell’etichetta stessa e non generi erroneamente l’impressione che l’intero imballaggio (compreso il contenitore di supporto) sia certificato, qualora ciò non corrisponda alla realtà. Una combinazione di fibre certificate e non certificate (ad esempio nell’ambito di certificazioni per materiali misti) deve essere contrassegnata conformemente alle rispettive regole del sistema.
Fondamento dell’indicazione: Lo FSC Chain of Custody Standard FSC-STD-40-004 V3-1 definisce i requisiti relativi alla tracciabilità delle fibre certificate e al corretto utilizzo del logo FSC; l’interpretazione FSC Deutschland INT-STD-40-004_67 specifica in particolare l’applicazione per le etichette applicate sugli imballaggi. Ulteriori indicazioni sull’utilizzo corretto dei marchi sono fornite dalla panoramica FSC Deutschland su logo e marchi. Per PEFC si applicano le corrispondenti regole di certificazione della catena di custodia del Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes.
4.6 Wash-off / etichette rimovibili nel processo di riciclo
I termini «Wash-off» e «rimovibile nel processo di riciclo» descrivono in questo contesto la caratteristica di un’etichetta o del relativo adesivo di separarsi completamente e senza residui dall’imballaggio di supporto nelle condizioni prevalenti presso il rispettivo impianto di riciclo (ad esempio temperatura della soluzione di lavaggio, valore pH, tempo di permanenza). Questa caratteristica riguarda esclusivamente il comportamento dell’etichetta e dell’adesivo durante il processo di riciclo dell’imballaggio di supporto e deve essere distinta dalla riciclabilità generale del materiale dell’etichetta stesso (vedere 3.1).
La possibilità che un’etichetta sia effettivamente classificata come «Wash-off» dipende dalla formulazione specifica dell’adesivo, dal materiale dell’etichetta, dalle dimensioni o dal grado di copertura nonché dalle condizioni di processo specifiche del rispettivo impianto di riciclo. Una proprietà Wash-off dimostrata in condizioni di test per un determinato flusso di riciclo (ad esempio il riciclo delle bottiglie in PET) non è automaticamente trasferibile ad altri materiali di supporto o processi di riciclo. L’indicazione deve pertanto essere chiaramente riferita al flusso di riciclo concretamente testato e alle condizioni di prova alla base della valutazione.
Fondamento dell’indicazione: Le RecyClass Design for Recycling Guidelines valutano per i rispettivi materiali di supporto, tra cui le bottiglie in PET, il comportamento di rimozione degli adesivi per etichette in condizioni di lavaggio e processo definite e classificano tale comportamento come non critico, problematico o tale da escludere il riciclo. Il whitepaper FINAT sul ruolo delle etichette autoadesive nel riciclo del PET documenta, sulla base di dati di test, il comportamento di rimozione di diverse combinazioni di adesivi ed etichette nel processo di lavaggio; i FINAT Test Methods definiscono i metodi di prova alla base della valutazione della proprietà Wash-off. Inoltre, lo ZSVR-Mindeststandard 2025 considera il comportamento di rimozione delle etichette come criterio di valutazione della riciclabilità dell’imballaggio complessivo.
4.7 Etichette in film plastico in PP, PE, PET o PVC
L’indicazione del rispettivo tipo di polimero (PP, PE, PET o PVC) per le etichette in film plastico descrive il materiale di cui è composta l’etichetta. La compatibilità con il riciclo di un’etichetta in film plastico insieme al relativo imballaggio di supporto dipende in modo determinante dal fatto che il tipo di polimero dell’etichetta corrisponda al tipo di polimero del contenitore di supporto oppure che sia almeno separabile o non dannoso all’interno del rispettivo processo di riciclo.
In particolare, le etichette in film PVC sono considerate in quasi tutti i flussi di riciclo della plastica comunemente utilizzati un rilevante elemento di disturbo, poiché il PVC non è compatibile né con i processi di riciclo del PET né con quelli del PE o del PP e anche quantità ridotte possono compromettere la qualità dell’intero riciclato; l’utilizzo di etichette in film PVC su imballaggi di supporto riciclabili deve pertanto essere generalmente evitato. Nel caso delle etichette in film PET, PE e PP occorre inoltre considerare che la sola corrispondenza del materiale con il contenitore di supporto (approccio monomateriale) non garantisce automaticamente la riciclabilità; adesivo, stampa, rivestimenti e ulteriori componenti possono compromettere la selezione e la riciclabilità nonostante lo stesso tipo di polimero.
Fondamento dell’indicazione: Le RecyClass Design for Recycling Guidelines valutano per i rispettivi materiali di supporto — bottiglie in PET, film in PE, film in PP, contenitori in HDPE e contenitori in PP — la compatibilità del rispettivo polimero dell’etichetta con il materiale di supporto e classificano in particolare le etichette contenenti PVC come elemento di disturbo che esclude il riciclo. Anche lo ZSVR-Mindeststandard 2025 considera la compatibilità dei materiali tra etichetta e imballaggio di supporto come criterio di valutazione della riciclabilità dell’imballaggio complessivo.
4.8 Influssi ambientali / persone, animali e ambiente
Indicazioni come «sicuro per persone, animali e ambiente» o «rispettoso dell’ambiente» si riferiscono in questo contesto all’assenza di rischi legati alle sostanze contenute nei materiali utilizzati per l’etichetta (facestock, adesivo, inchiostri da stampa, rivestimenti) nei confronti di persone, animali e ambiente durante l’uso previsto o dopo lo smaltimento. Questa indicazione descrive una caratteristica di sicurezza relativa alla composizione dei materiali e non un effetto ambientale positivo generale dell’etichetta.
Un’indicazione di questo tipo può essere utilizzata esclusivamente se le sostanze impiegate soddisfano i requisiti applicabili della normativa in materia di sostanze chimiche e non contengono quantità rilevanti di sostanze classificate come estremamente problematiche (ad esempio determinati metalli pesanti negli inchiostri da stampa, PFAS o altre sostanze soggette a restrizioni ai sensi del regolamento REACH). L’indicazione deve inoltre essere limitata allo specifico ambito di applicazione verificato — un’indicazione generale di sicurezza non può essere estesa in modo non ammesso ad aspetti che non sono stati oggetto della verifica alla base (ad esempio il contatto alimentare, se è stata verificata esclusivamente la conformità generale alla normativa chimica).
Fondamento dell’indicazione: L’assenza di rischi legati alle sostanze contenute nei materiali utilizzati è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 1907/2006 relativo alla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che prevede in particolare restrizioni per le sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) nell’Allegato XVII nonché obblighi di comunicazione e informazione. Qualora l’etichetta sia applicata su imballaggi destinati al contatto con alimenti, devono essere considerati anche i requisiti specifici per i materiali a contatto con alimenti; tali requisiti devono essere dimostrati separatamente e non sono automaticamente coperti da una conformità generale al regolamento REACH.
4.9 Resistenza agli influssi ambientali (etichette in film plastico)
Il termine «resistenza agli influssi ambientali» descrive in questo contesto la resistenza fisica e chimica di un’etichetta in film plastico nei confronti di agenti esterni quali umidità, acqua, acidi, sostanze chimiche, radiazioni UV o sostanze untuose. Questa caratteristica riguarda la durata e la funzionalità dell’etichetta durante il periodo di utilizzo previsto e non rappresenta un effetto ambientale positivo dell’etichetta, bensì una pura proprietà del materiale.
La resistenza effettiva dipende dal tipo di polimero utilizzato (ad esempio PP, PE, PET), dallo spessore del materiale, da eventuali vernici protettive o laminazioni nonché dal sistema adesivo. Un’indicazione generale come «resistente agli agenti atmosferici» o «resistente agli influssi ambientali» è consentita esclusivamente se si riferisce agli effettivi fattori testati e alle condizioni di prova (ad esempio durata concreta dell’esposizione ai raggi UV, classe di sostanze chimiche, intervallo di temperatura); sono pertanto da evitare indicazioni generiche prive di riferimento alle condizioni di prova alla base. Questa caratteristica deve inoltre essere chiaramente distinta dall’assenza di rischi legati alle sostanze nei confronti di persone, animali e ambiente (vedere 4.8): in questo caso si tratta della resistenza del materiale e non della sua sicurezza tossicologica. The actual level of resistance depends on the polymer type used (e.g. PP, PE, PET), the material thickness, any protective varnishes or laminates, and the adhesive system. A general claim such as “weather-resistant” or “resistant to environmental influences” is only permissible if it relates to the effects and test conditions actually assessed (e.g. a specific duration of UV exposure, chemical class or temperature range); an unspecified blanket claim without reference to the underlying test conditions should be avoided. This property must also be clearly distinguished from material safety with regard to humans, animals and the environment (see 4.8) — here, the claim concerns the resistance of the material, not its toxicological safety.
Fondamento dell’indicazione: La relativa indicazione si basa sui dati tecnici specifici del materiale utilizzato per l’etichetta e sui risultati delle prove relative alla resistenza chimica, all’umidità e ai raggi UV. I FINAT Test Methods definiscono i metodi di prova riconosciuti per la valutazione della resistenza dei materiali delle etichette autoadesive, tra cui la resistenza agli agenti atmosferici e alle sostanze chimiche. Le schede tecniche dei produttori relative ai materiali in film utilizzati costituiscono un’ulteriore base di verifica specifica del prodotto per gli effetti e le condizioni concretamente testati.
4.10 Sostenibile / rispettoso dell’ambiente per le etichette
I termini «sostenibile», «rispettoso dell’ambiente» e «a basso consumo di risorse» sono indicazioni ambientali generiche che possono riferirsi a diverse caratteristiche ambientali e fasi del ciclo di vita. In relazione a una variante di etichetta, questi termini si riferiscono pertanto esclusivamente all’aspetto ambientale espressamente indicato, ad esempio un minore impiego di materiale, una determinata quota di materiale riciclato o una caratteristica specificamente valutata relativa alla riciclabilità. Tale limitazione deve essere indicata in modo chiaro ed evidente nelle immediate vicinanze dell’indicazione stessa (ad esempio sulla stessa etichetta o nella stessa interfaccia di vendita online), affinché l’indicazione non venga considerata un’indicazione ambientale generica ai sensi della Direttiva (UE) 2024/825. Da una singola caratteristica ambientale non può essere dedotta una valutazione positiva complessiva dell’intera etichetta o del suo intero ciclo di vita.
Qualora l’indicazione sia inoltre quantificata (ad esempio con percentuali relative alla quota di materiale riciclato, alla riduzione del materiale o al consumo di risorse), nelle immediate vicinanze dell’indicazione deve essere indicata una fonte riconoscibile e verificabile per il valore specifico. In assenza di tale fonte, l’indicazione quantificata deve essere rimossa oppure sostituita da una formulazione generale, non quantificata e specificamente limitata secondo quanto indicato nel paragrafo 1.
Fondamento dell’indicazione: La relativa indicazione si basa su dati specifici del prodotto o su valutazioni dell’aspetto ambientale concretamente indicato. Per le etichette, le RecyClass Design for Recycling Guidelines e lo ZSVR-Mindeststandard 2025 vengono utilizzati in particolare per la valutazione delle caratteristiche relative alla riciclabilità e al contenuto di materiale riciclato. Secondo la Direttiva (UE) 2024/825 sul rafforzamento dei consumatori per la transizione ecologica (Empowering Consumers Directive), le indicazioni ambientali generiche e non qualificate sono generalmente non ammesse, salvo che possa essere dimostrata una prestazione ambientale riconosciuta e rilevante, ad esempio attraverso il Regolamento (CE) n. 66/2010 relativo al marchio di qualità ecologica dell’Unione europea o un sistema di etichettatura ambientale riconosciuto secondo EN ISO 14024 — a meno che l’indicazione non venga chiaramente limitata all’aspetto ambientale concreto come descritto nel paragrafo 1. I valori singoli quantificati devono inoltre essere comprovati da una fonte specifica riconoscibile nell’ambiente testuale dell’indicazione.
5. Segmento di prodotto: Astucci pieghevoli
5.1 Riciclabile / riciclabilità degli astucci pieghevoli
I termini «riciclabile» e «riciclabilità» descrivono in questo contesto l’idoneità di un astuccio pieghevole a essere avviato a un processo di riciclo nel quale le fibre di carta recuperate possono essere nuovamente utilizzate come materie prime seconde in applicazioni tipiche del materiale. Nella valutazione viene considerata la struttura completa del cartoncino, non solo la componente principale in fibra.
Negli astucci pieghevoli possono influenzare in particolare la selezione e la riciclabilità le vernici protettive, le laminazioni protettive (opache/lucide/soft-touch), le applicazioni a caldo con foil, gli adesivi nonché gli strati barriera funzionali (ad esempio per la protezione dagli alimenti o dall’umidità). In particolare, laminazioni e rivestimenti in plastica possono agire come elementi di disturbo nel processo di riciclo della carta, a seconda della quota di materiale e della possibilità di separazione. Anche la raccolta, la selezione e il riciclo effettivi dipendono dal percorso di smaltimento previsto e dall’infrastruttura di riciclo disponibile.
Fondamento dell’indicazione: Lo ZSVR-Mindeststandard zur Bemessung des recyclinggerechten Designs von Verpackungen – Ausgabe 2025 contiene criteri specifici di valutazione per gli imballaggi in carta, cartoncino e cartone, inclusi gli astucci pieghevoli, e considera la struttura del materiale, i rivestimenti, le laminazioni e la selezionabilità. La 4evergreen Circularity by Design Guideline for Paper-Based Packaging, Version 4 / 2026 valuta inoltre la riciclabilità degli imballaggi a base di fibre considerando combinazioni di materiali, strati barriera e adesivi nel flusso europeo del riciclo della carta da macero. Il rapporto sintetico FFI/PTS sulla riciclabilità di diverse combinazioni di materiali per astucci pieghevoli analizza sulla base di dati di prova come diverse finiture e combinazioni di materiali influenzino la riciclabilità degli astucci pieghevoli. Inoltre, il documento di posizione ECMA sulla riciclabilità degli astucci pieghevoli e delle barriere funzionali fornisce indicazioni sulla compatibilità degli strati barriera funzionali con il processo di riciclo della carta.
5.2 Cartoncino riciclato / elevata percentuale di carta da macero
I termini «cartoncino riciclato» e «elevata percentuale di carta da macero» descrivono in questo contesto che il cartoncino utilizzato per l’astuccio pieghevole è stato prodotto interamente o parzialmente con carta da macero già riciclata (fibre secondarie). Si tratta di un’indicazione relativa all’impiego del materiale nella produzione (caratteristica in ingresso) e non di un’indicazione relativa alla riciclabilità dell’astuccio pieghevole dopo l’uso.
Questa indicazione deve essere chiaramente distinta dall’elemento 1 «Riciclabile / riciclabilità degli astucci pieghevoli»: l’elemento 1 descrive l’idoneità dell’astuccio pieghevole a essere riciclato dopo l’utilizzo (caratteristica di fine vita), mentre l’elemento 2 descrive la quantità di carta da macero già riciclata contenuta nel materiale del cartoncino stesso. Un astuccio pieghevole può essere riciclabile senza contenere una percentuale significativa di carta da macero e viceversa. Per Labelprint24 ciò riguarda in particolare i cartoncini a fibre secondarie (GD1, GD2, GD3, GT), in contrapposizione ai cartoncini a fibre primarie (GC1, GC2, GGZ, GZ), costituiti prevalentemente da fibre fresche di legno e cellulosa. L’indicazione di una percentuale concreta di carta da macero deve riferirsi sempre alla tipologia di cartoncino effettivamente utilizzata e non può essere trasferita automaticamente ad altre tipologie di cartoncino dello stesso assortimento.
Fondamento dell’indicazione: Per il materiale in cartoncino utilizzato può essere generalmente disponibile una certificazione secondo DE-UZ 14a; tuttavia, l’astuccio pieghevole finito come prodotto di imballaggio non rientra nell’ambito di applicazione di un marchio Blauer Engel specifico. Come basi di prova vengono pertanto utilizzati principalmente il registro delle qualità FFI dei cartoncini per astucci pieghevoli e lo ZSVR-Mindeststandard 2025. Il registro delle qualità FFI dei cartoncini per astucci pieghevoli documenta le caratteristiche tecniche e la composizione fibrosa delle principali tipologie di cartoncino a fibre primarie e secondarie (tra cui GC1, GC2, GD1, GD2, GD3, GT) e costituisce pertanto una base di verifica specifica del prodotto per la tipologia di cartoncino effettivamente utilizzata. Inoltre, lo ZSVR-Mindeststandard 2025 contiene categorie specifiche di valutazione per gli imballaggi in carta e cartoncino con diverse percentuali di carta da macero.
5.3 Cartoncino erboso / cartoncino naturale
I termini «cartoncino erboso» e «cartoncino naturale» indicano tipologie speciali di cartoncino che si differenziano dai cartoncini standard a fibre primarie e secondarie per composizione fibrosa e aspetto estetico. Il cartoncino erboso è costituito da una miscela di fibre secondarie e fibre d’erba e viene spesso promosso con indicazioni come «riciclabile» o «compostabile»; il cartoncino naturale è composto da una miscela di fibre secondarie e fibre primarie con un aspetto marrone e una superficie ruvida.
Questi termini richiedono una valutazione differenziata: «riciclabile» si riferisce all’idoneità al riciclo della carta e deve essere valutato analogamente all’elemento 1. «Compostabile» deve essere considerato indipendentemente da ciò e può essere dichiarato esclusivamente se è disponibile una verifica secondo uno standard riconosciuto di compostabilità; il solo utilizzo di fibre d’erba non costituisce una prova di compostabilità ai sensi della normativa. Entrambe le caratteristiche devono essere dimostrate separatamente e non possono essere confuse tra loro, poiché un astuccio pieghevole può essere riciclabile senza essere compostabile e viceversa.
Fondamento dell’indicazione: La sezione «Base material and alternative fibres» della 4evergreen Circularity by Design Guideline for Paper-Based Packaging, Version 4 / 2026 valuta l’impiego di fonti alternative di fibre come le fibre d’erba in relazione alla loro compatibilità con il consolidato flusso europeo di riciclo della carta da macero. Il comunicato stampa della Fachagentur Nachwachsende Rohstoffe (FNR) sulle tipologie innovative di carta classifica dal punto di vista tecnico la carta con fibre d’erba come una fonte alternativa di fibre orientata alla riduzione dell’impiego di risorse. Per un’indicazione «compostabile» è inoltre necessaria una verifica e certificazione secondo uno standard riconosciuto di compostabilità (ad esempio EN 13432); una relativa prova per la specifica tipologia di cartoncino utilizzata deve essere fornita separatamente e non rientra nelle fonti indicate in questo contesto.
5.4 FSC / PEFC / fibre di carta certificate
I termini «FSC» e «PEFC» si riferiscono alla certificazione della catena di custodia (Chain of Custody) delle fibre di carta e cellulosa utilizzate nel materiale cartoncino di un astuccio pieghevole. Essi confermano che le fibre di carta impiegate provengono da foreste gestite secondo i rispettivi standard del Forest Stewardship Council (FSC) e del Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes (PEFC) e che la tracciabilità delle fibre lungo l’intera catena di approvvigionamento è documentata senza interruzioni.
L’utilizzo del logo FSC o PEFC oppure di una relativa marcatura su un astuccio pieghevole è consentito esclusivamente se per il prodotto specifico o per il relativo riferimento alle fibre di carta è disponibile un certificato di catena di custodia valido. Per FSC è inoltre necessario distinguere tra le varianti di etichettatura «FSC 100 %», «FSC Mix» e «FSC Recycled», che prevedono rispettivamente differenti percentuali di fibre certificate, miste o riciclate; la marcatura utilizzata deve corrispondere all’effettiva composizione fibrosa del cartoncino impiegato. In particolare, nel caso di cartoncini a fibre primarie (ad esempio GC1, GC2), la corretta assegnazione della variante di marcatura è particolarmente rilevante, poiché questi materiali contengono generalmente una quota significativa di fibre vergini.
Fondamento dell’indicazione: Lo FSC Chain of Custody Standard FSC-STD-40-004 V3-1 definisce i requisiti relativi alla tracciabilità delle fibre certificate; la panoramica FSC Deutschland su carta e imballaggi nonché la panoramica delle varianti di marchio FSC 100 %, FSC Mix e FSC Recycled specificano l’utilizzo corretto e la distinzione tra le rispettive marcature. Per PEFC si applicano le corrispondenti regole di certificazione della catena di custodia secondo la panoramica PEFC sugli imballaggi e la documentazione tecnica PEFC relativa ai requisiti della Chain of Custody.
5.5 Rivestimenti, laminazioni e nobilitazioni
Gli astucci pieghevoli possono essere dotati di diverse nobilitazioni, tra cui verniciature protettive (opache/lucide, opzionalmente con aree non verniciate per data/codice), laminazioni protettive (opache/lucide/soft-touch), stampa a caldo con foil (oro/argento/bronzo) nonché elementi in Braille per non vedenti. Queste nobilitazioni svolgono principalmente una funzione protettiva o estetica e non costituiscono di per sé un’indicazione ambientale. Il loro utilizzo può tuttavia influenzare la riciclabilità dell’astuccio pieghevole ai sensi dell’elemento 1 e deve pertanto essere considerato in ogni indicazione relativa alla riciclabilità.
In particolare, laminazioni plastiche estese o applicazioni a caldo con foil con elevato contenuto metallico possono agire, in funzione della superficie interessata e della possibilità di separazione, come elemento di disturbo nel processo di riciclo della carta, mentre verniciature protettive sottili e rimovibili sono generalmente considerate non critiche. Un’indicazione generale di riciclabilità per un astuccio pieghevole nobilitato è pertanto consentita esclusivamente se la specifica combinazione di nobilitazioni è stata adeguatamente testata o valutata; il trasferimento di una valutazione da una variante non nobilitata a una variante nobilitata della stessa tipologia di cartoncino non è automaticamente consentito.
Basis for the claim: The ZSVR Minimum Standard 2025 takes coatings, laminates and finishes into account as factors influencing the recyclability of paper and cartonboard packaging. The 4evergreen Circularity by Design Guideline for Paper-Based Packaging, Version 4 / 2026, assesses the impact of coatings, laminates and print finishes on recyclate quality within the European waste-paper recycling stream. The FFI/PTS short report on the recyclability of different folding-carton material combinations provides product-related test data on different types of finishing. In addition, the ECMA position paper on the recyclability of folding cartons and functional barriers specifically addresses the compatibility of functional coatings with the paper recycling process.
5.6 Food Contact
Claims regarding the suitability of a folding box for food contact refer, in this context, to the material suitability of the board used to come into direct or indirect contact with food without transferring constituents in quantities that could endanger human health or in a way that would unacceptably alter the taste, odour or composition of the food. This is a material safety characteristic and not an environmental claim.
Food-contact suitability may only be claimed if the board used, together with all components that come into contact with the food (e.g. internal coatings or printing inks used for inside printing), complies with the applicable requirements and this is substantiated by appropriate declarations of conformity or test evidence from the material supplier. The claim must also be limited to the specific application that has been assessed — in particular, a distinction must be made between use of the folding box as primary packaging with direct food contact and as secondary packaging without direct contact, as different requirements apply in each case.
Basis for the claim: Regulation (EC) No 1935/2004 on materials and articles intended to come into contact with food sets out the fundamental safety and inertness requirements for food-contact materials. In addition, Regulation (EC) No 2023/2006 on good manufacturing practice for materials and articles intended to come into contact with food regulates requirements relating to the manufacturing process. Specifically for folding cartonboard, the ECMA GMP 2.1 Food Safety Standard sets out industry-specific good manufacturing practice requirements for cartonboard intended for food contact.
5.7 Environmental Influences / Human, Animal and Environment
Claims such as “protects against external influences” or “resistant to water, dust, light or scratching” describe, in this context, the physical protective function of the folding box against external factors affecting the packaged product during transport, storage and sale. This claim describes a product protection function and not a positive environmental impact of the folding box.
The actual level of protection depends on the board structure used, the grammage, any protective varnishes or laminates, and the structural design (e.g. a flap closure with fully overlapping flaps compared with a simple tuck-in flap). A general protection claim is only permissible if it relates to the external factors that are actually relevant to the intended application (e.g. moisture protection for food products or scratch protection for cosmetics packaging); an unspecified blanket claim without reference to the specific intended use should be avoided. This property must also be clearly distinguished from suitability for food contact (see entry 7) — here, the claim concerns mechanical or physical protection, not material safety in the event of direct contact.
Basis for the claim: The respective claim is based on the product-specific technical material data for the board structure used (grammage, layer structure and coating), together with the selected structural design. No specific publicly available standard could be identified for this entry; the basis of evidence therefore consists of the manufacturers’ technical data sheets for the board grades used (see the FFI Folding Cartonboard Grade Directory) and product-specific testing of the particular protective property claimed.
5.8 Reusable / Reclosable
“Reusable” describes packaging that is designed and placed on the market to be reused multiple times and to complete several rotations during its life cycle. This is distinct from resealability during the use of a packaged product.
For folding boxes, design features such as a flap closure, a tuck-in flap with locking slots or a locking tab, or a tuck-in base allow the box to be opened and closed repeatedly during use (e.g. bag-in-box cartons with a tuck-in base or folding boxes with flap closures). However, this resealability alone does not make the folding box reusable packaging in the regulatory sense. A claim such as “reusable” is only permissible if the folding box is actually designed for multiple rotations and meets the additional requirements applicable to reusable packaging; mere resealability during first use must be described as such (e.g. “resealable” rather than “reusable”).
Basis for the claim: The classification of reusable packaging is based on the requirements of Regulation (EU) 2025/40 on packaging and packaging waste (PPWR), in particular Article 11. Under these requirements, reusable packaging must be designed for multiple reuse and multiple rotations and must meet further requirements relating, among other things, to emptying, refilling, safety, hygiene and reconditioning. The European Commission’s 2026 PPWR Guidance further specifies the distinction between reclosability during use and actual reusability within the meaning of the Regulation.
5.9 Sustainable / Environmentally Friendly for Folding Cartons
The terms “sustainable”, “environmentally friendly” and “resource-efficient” are broad environmental claims that may relate to different environmental characteristics and stages of the life cycle. When used in connection with a folding box, these terms therefore refer exclusively to the environmental aspect expressly specified, such as a particular recovered-paper content, a fibre certification or a specifically assessed recycling-related property. This qualification must be made clearly and prominently in the immediate vicinity of the claim itself (e.g. on the same packaging surface or within the same online sales interface), so that the claim is not considered a generic environmental claim within the meaning of Directive (EU) 2024/825. A single environmental characteristic does not provide a basis for a comprehensive positive assessment of the folding box as a whole or of its entire life cycle.
Where the claim is additionally quantified (e.g. percentage figures relating to carbon footprint, recovered-paper content or material savings), a clearly identifiable and verifiable source for the specific figure must be stated in the immediate vicinity of the claim. If no such source is available, the quantified claim must be removed or replaced with a general, unquantified and narrowly defined statement in accordance with paragraph 1.
Basis for the claim: The respective claim is based on product-specific data or assessments relating to the environmental aspect expressly stated. For folding cartons, the ZSVR Minimum Standard 2025 and the 4evergreen Circularity by Design Guideline, Version 4 / 2026, are used in particular to assess recycling- and fibre-related characteristics. Claims relating to carbon footprint may be assessed on an industry-specific basis for cartonboard-based packaging using the Pro Carton Carbon Footprint Report 2025. Under Directive (EU) 2024/825 on empowering consumers for the green transition (Empowering Consumers Directive), unqualified generic environmental claims are generally considered impermissible unless recognised excellent environmental performance can be demonstrated, for example through Regulation (EC) No 66/2010 on the EU Ecolabel or a recognised environmental labelling scheme in accordance with EN ISO 14024 — unless the claim is clearly limited to the specific environmental aspect as described in paragraph 1. Quantified individual values must additionally be substantiated by a specific source that is identifiable in the context of the claim.
6. Product Segment: Shipping boxes
6.1 Recyclability of Corrugated Board Shipping Cartons
The terms “recyclable” and “suitable for recycling” describe, in this context, the suitability of a corrugated shipping box for recovered-paper recycling, in which the recovered fibres can be reused as secondary raw materials. The assessment takes the complete corrugated board structure into account, including the liners, fluting and any coatings or laminations.
For shipping boxes, factors that may affect sortability and recyclability include, in particular, protective varnishes, protective laminates, laminated print finishes (where the liner is printed separately using offset printing and subsequently bonded to the corrugated board), adhesives and adhesive tapes. As corrugated board is generally a highly homogeneous, paper-based mono-material, it is usually considered unproblematic for recovered-paper recycling in its basic form; however, the actual classification depends on the specific design and the intended recycling infrastructure.
Basis for the claim: The ZSVR Minimum Standard for assessing packaging design for recycling – 2025 edition contains specific assessment criteria for corrugated packaging. The FEFCO Corrugated Packaging Recyclability Guidelines 2025 and the accompanying FEFCO factsheet on recyclability provide industry-specific assessments of the compatibility of coatings, laminates and adhesives with the European waste-paper recycling stream for corrugated board. The 4evergreen Recyclability Evaluation Protocol and the Cepi Recyclability Laboratory Test Method, Version 3, 2025 provide the underlying test methods for determining the recyclability of fibre-based packaging. In addition, the German Environment Agency (Umweltbundesamt) provides information on the applicable disposal and recycling routes for shipping packaging in Germany.
6.2 Recycled Fibre Content in Corrugated Board
The term “recycled fibre content” describes, in this context, the proportion of previously recycled recovered paper contained in the corrugated board used for the shipping box. This is a claim about the material used in manufacturing (an input characteristic), not about recyclability after use (see entry 6.1).
In practice, corrugated board often already contains a significant proportion of secondary fibres, as recovered paper is a key raw material for the corrugated board industry. Any specific percentage stated for recycled fibre content must always refer to the corrugated board grade actually used (the liner and fluting may contain different proportions of fibre) and cannot be applied across the entire product range as a general figure.
Basis for the claim: FEFCO data on paper production, the FEFCO European Database for Corrugated Board Life Cycle Studies and the associated FEFCO LCA database on inputs document the fibre proportions commonly used in the industry and their origins for corrugated board.
6.3 FSC / PEFC / Certified Paper Fibres
The terms “FSC” and “PEFC” refer to the chain-of-custody certification of paper and pulp fibres used in the virgin-fibre content of corrugated board. They confirm that the paper fibres used originate from sustainably managed forests and that their traceability is fully documented throughout the supply chain.
Use of the FSC or PEFC logo on a shipping box is only permitted if a valid chain-of-custody certificate is in place for the specific product. As corrugated board often contains a mixture of virgin and secondary fibres, the appropriate label variant (e.g. “FSC Mix” rather than “FSC 100%”) must be selected in accordance with the actual fibre composition.
Basis for the claim: The FSC Chain of Custody Standard FSC-STD-40-004 V3-1 sets out the requirements for the traceability of certified fibres; the FSC Germany overview on paper and packaging further specifies its application to packaging products. For PEFC, the corresponding Chain of Custody rules apply in accordance with the PEFC overview on packaging and the PEFC technical documentation.
6.4 Coatings, Laminates & Finishes
Shipping boxes can be finished with protective varnishes (matt/gloss, optionally with a clear area for dates or codes) or protective laminates (transparent, matt/gloss). Labelprint24 also offers laminated corrugated board, where the liner is printed separately using offset printing and only then bonded to the corrugated board. These finishes primarily serve a protective or decorative function and do not in themselves constitute an environmental claim, but they may affect recyclability within the meaning of entry 1.
A general recyclability claim for a finished shipping box is therefore only permissible if the specific combination of finishes has been appropriately tested or assessed. Adhesive strips (e.g. on folding lid boxes with adhesive strips, FEFCO 0885) must be considered separately, particularly with regard to their material composition and removability during the recycling process.
Basis for the claim: The ZSVR Minimum Standard 2025 and the FEFCO Corrugated Packaging Recyclability Guidelines 2025 take coatings, laminates and adhesives into account as factors influencing the recyclability of corrugated packaging. The 4evergreen Recyclability Evaluation Protocol and the Cepi Recyclability Laboratory Test Method, Version 3, 2025 provide the underlying test methods for assessing finished corrugated-board constructions.
6.5 Material Savings / Made-to-Measure Cartons
Claims relating to material savings for shipping boxes describe a reduction in the amount of material used or in packaging volume compared with a defined reference basis, for example by producing a made-to-measure box instead of using an oversized standard box with additional void fill. The necessary functions of the packaging, in particular the protection of the contents, must be maintained.
A claim such as “saves resources” or “avoids unnecessary material use” is only permissible if it is based on a specifically quantified or at least clearly substantiated comparison (e.g. the elimination of void fill through made-to-measure production); a general, unsupported claim must either be narrowly qualified or removed. A reduction in weight or volume that merely meets the statutory minimum requirements of the PPWR must also not be promoted as a separate, voluntary environmental benefit.
Basis for the claim: The requirements for minimising weight and volume while maintaining the packaging function are set out in Regulation (EU) 2025/40 on packaging and packaging waste (PPWR), Article 10 and Annex IV. The ZSVR Minimum Standard 2025 also takes the avoidance of unnecessary void-fill material into account as an assessment criterion. The German Environment Agency’s information on shipping packaging (updated 12 August 2026) places material minimisation in e-commerce within the wider regulatory context.
6.6 Protective Function / Resistance to External Influences
Claims such as “protects against external influences” or “protection against scratches, dirt and moisture” describe, in this context, the physical protective function of the shipping box against external factors affecting the packaged product during transport and storage. This claim describes a product protection function and not a positive environmental impact of the box.
The actual level of protection depends on the selected flute type (E, B or EB flute), the associated load capacity (up to 10, 20 or 30 kg respectively), and any protective varnishes or laminates. A general protection claim is only permissible if it relates to the factors that are actually relevant to the specific application; an unspecified blanket claim without reference to the selected material configuration should be avoided.
Basis for the claim: The respective claim is based on the product-specific technical data relating to burst strength, puncture resistance and edge crush resistance of the corrugated-board grade used. FEFCO information on product protection using corrugated board describes, on an industry-specific basis, the protective properties of corrugated packaging against mechanical and climatic influences.
6.7 Reusable / Reclosable
“Reusable” describes packaging that is designed and placed on the market to be reused multiple times and to complete several rotations during its life cycle. This is distinct from resealability during use, as may be the case with shipping boxes featuring a tuck-in base that can be reopened so that the box can be stored flat.
A claim such as “reusable” is only permissible if the shipping box is actually designed for multiple rotations and meets the additional requirements applicable to reusable packaging (e.g. sufficient durability for repeated use). Mere resealability during first use must instead be described as “resealable”, not “reusable”.
Basis for the claim: The classification of reusable packaging is based on the requirements of Regulation (EU) 2025/40 (PPWR), Article 11. For shipping boxes specifically designed as reusable transport packaging systems, the Blue Angel DE-UZ 27 “Reusable Packaging Systems for Transport and Shipping”, 2025 edition (overview page), applies, with specific requirements relating to the number of rotations, stability and reconditioning. The German Environment Agency’s information on reusable packaging additionally provides guidance on the distinction between reclosability and genuine suitability for reuse.
6.8 Sustainable / Environmentally Friendly for Shipping Cartons
The terms “sustainable”, “environmentally friendly” and “resource-efficient” are broad environmental claims that may relate to different environmental characteristics and stages of the life cycle. When used in connection with a shipping box, these terms therefore refer exclusively to the environmental aspect expressly specified, such as a particular recycled fibre content or a specifically assessed material saving. This qualification must be made clearly and prominently in the immediate vicinity of the claim itself, so that the claim is not considered a generic environmental claim within the meaning of Directive (EU) 2024/825. A single environmental characteristic does not provide a basis for a comprehensive positive assessment of the shipping box as a whole or of its entire life cycle.
Where the claim is additionally quantified, a clearly identifiable and verifiable source for the specific figure must be stated in the immediate vicinity of the claim. If no such source is available, the quantified claim must be removed or replaced with a general, unquantified and narrowly defined statement in accordance with paragraph 1.
Basis for the claim: The respective claim is based on product-specific data or assessments of the specifically stated environmental aspect. For shipping boxes, the FEFCO Corrugated Packaging Recyclability Guidelines 2025 and the ZSVR Minimum Standard 2025 are used in particular to assess recycling- and fibre-related characteristics. Under Directive (EU) 2024/825 (Empowering Consumers Directive), unqualified generic environmental claims are generally considered impermissible unless recognised excellent environmental performance can be demonstrated, for example through Regulation (EC) No 66/2010 on the EU Ecolabel — unless the claim is clearly limited to the specific environmental aspect as described in paragraph 1.
7. Product Segment: Tubes
7.1 Recyclability / Mono-Material for Laminate Tubes
The terms “recyclable” and “suitable for recycling” describe, in this context, the suitability of a tube for plastics recycling, in which the recovered materials can be reused as secondary raw materials. The assessment takes the complete tube structure into account, including the tube body, shoulder, closure and any barrier layers.
A tube is generally only considered recyclable as a mono-material structure if one polymer type (e.g. HDPE) accounts for the vast majority of the material and barrier layers such as EVOH do not exceed a low proportion by weight. By contrast, ABL tubes with an aluminium layer between the plastic layers are considered composite materials and are generally not readily recyclable within plastics recycling streams. A general recyclability claim is therefore only permissible if it refers to the specific tube type assessed (PP mono-material, HDPE mono-material or PBL with a defined EVOH content) and is not applied across the entire tube range.
Basis for the claim: The ZSVR Minimum Standard for assessing packaging design for recycling – 2025 edition contains specific assessment criteria for plastic packaging, including tubes. The RecyClass Guideline “Natural & White HDPE Containers and Tubes” and the RecyClass Design Book 2026 (section “Mono-Material Tube Solutions”) assess the recyclability of mono-material HDPE tubes and take into account, among other factors, the material composition, closures and limited proportions of compatible barrier materials such as EVOH. In addition, the product-specific material data and, where available, relevant test or certification evidence must be taken into account for the specific tube variant.
7.2 Aluminium-Free
The term “aluminium-free” describes, in this context, a tube that does not contain an aluminium layer in the tube body, unlike ABL tubes (Aluminium Barrier Laminate), in which a thin aluminium layer between the plastic layers provides the barrier function. This claim relates exclusively to the material composition of the tube body and must be distinguished from general recyclability (see entry 1) — an aluminium-free tube is not automatically recyclable if other components (e.g. the closure or coating) impair sortability and recyclability.
The claim “aluminium-free” may only refer to the specific tube type concerned (PBL or PP tubes) and must not be inappropriately extended to ABL tubes within the same product range or used as a blanket claim for the entire tube range where ABL variants are also offered.
Basis for the claim: The ETMA overview of tube types (Laminate Tubes) describes the technical distinction between ABL tubes with an aluminium layer and PBL or PP tubes without aluminium content. In addition, RecyClass documents the material composition of aluminium-free tube solutions using certified HDPE mono-material tubes as examples.
7.3 Barrier Properties / Protection Against Environmental Influences
The term “barrier properties” describes, in this context, a tube’s ability to protect the contents from external influences such as oxygen, UV light, moisture or loss of aroma. This property describes a product protection function and not a positive environmental impact of the tube.
The actual barrier performance depends on the tube type (ABL with an aluminium layer as a high-barrier solution compared with PBL with an EVOH layer), as well as on the thickness and quality of the respective barrier layer. A general claim such as “provides reliable protection against environmental influences” is only permissible if it relates to the barrier properties actually tested for the specific tube type; an unspecified blanket claim without reference to the material actually used should be avoided.
Basis for the claim: The respective claim is based on the product-specific technical material data of the barrier layer used. The ETMA overview of tube properties (Barrier Properties) describes, on an industry-specific basis, the different barrier properties of ABL and PBL tubes against oxygen, moisture and light.
7.4 Reclosable
“Reclosable” describes, in this context, a tube that can be opened and closed repeatedly using its closure (screw cap, snap-on cap or flip-top) so that the contents can be dispensed in portions. This property must be distinguished from actual reusability in the sense of reusable packaging — a resealable tube is designed for single use until fully emptied and is then disposed of, rather than refilled or placed on the market again.
A claim such as “reusable” would therefore not be accurate for a tube in this context and must be clearly distinguished from “reclosable”.
Basis for the claim: The ETMA overview of tube properties (Convenience and Resealability) describes reclosability as a functional characteristic of tube closure systems for dispensing the contents in portions.
7.5 Food Contact
Claims regarding the suitability of a tube for food contact refer, in this context, to the material suitability of the laminate used to come into direct contact with food without transferring constituents in quantities that could endanger human health or unacceptably alter the taste, odour or composition of the food.
Food-contact suitability may only be claimed if all laminate layers that come into contact with the food, including the inner plastic layers and any adhesives between the laminate layers, comply with the applicable requirements and this is substantiated by appropriate declarations of conformity from the material supplier.
Basis for the claim: Regulation (EC) No 1935/2004 on materials and articles intended to come into contact with food lays down the fundamental safety and inertness requirements. Specifically for plastic materials intended to come into contact with food — such as those used in PBL laminate tubes — Regulation (EU) No 10/2011 on plastic materials and articles intended to come into contact with food sets out the specific requirements relating to migration limits and authorised starting substances.
7.6 Sustainable / Environmentally Friendly for Tubes
The terms “sustainable”, “environmentally friendly” and “resource-efficient” are broad environmental claims that may relate to different environmental characteristics and stages of the life cycle. When used in connection with a tube, these terms therefore refer exclusively to the environmental aspect expressly specified, such as its mono-material property or the absence of an aluminium layer. This qualification must be made clearly and prominently in the immediate vicinity of the claim itself, so that the claim is not considered a generic environmental claim within the meaning of Directive (EU) 2024/825. A single environmental characteristic does not provide a basis for a comprehensive positive assessment of the tube as a whole or of its entire life cycle.
Where the claim is additionally quantified, a clearly identifiable and verifiable source for the specific figure must be stated in the immediate vicinity of the claim. If no such source is available, the quantified claim must be removed or replaced with a general, unquantified and narrowly defined statement in accordance with paragraph 1.
Basis for the claim: The respective claim is based on product-specific data or assessments of the specifically stated environmental aspect. The ETMA overview on the sustainability of tubes and the RecyClass Design Book 2026 are used in particular to assess recycling- and material-related characteristics of tube solutions. Under Directive (EU) 2024/825 on empowering consumers for the green transition (Empowering Consumers Directive), unqualified generic environmental claims are generally considered impermissible unless recognised excellent environmental performance can be demonstrated, for example through Regulation (EC) No 66/2010 on the EU Ecolabel — unless the claim is clearly limited to the specific environmental aspect as described in paragraph 1.
8. Product Segment: Package Leaflets
8.1 Recyclability / Waste Paper Collection for Package Leaflets
The terms “recyclable” and “recyclability” describe, in this context, the suitability of a package insert for recovered-paper recycling, in which the recovered paper fibres can be reused as secondary raw materials. As package inserts are generally made from uncoated, wood-free lightweight printing paper without laminates or plastic components, they are usually considered unproblematic for recovered-paper recycling in their basic form.
However, the assessment must take into account that printing inks, their coverage, and any stamping inks or special inks (e.g. for security features) may affect recyclability. A general recyclability claim is therefore only permissible if the specific printing inks and finishes used have been appropriately tested or classified as non-disruptive.
Basis for the claim: The INGEDE methods for assessing the recyclability of printed products and the INGEDE information on recyclability and environmental labels for printed products set out recognised test methods for assessing the recyclability of printed paper products, including the influence of printing inks on the deinking process. The EPRC Guide to an Optimum Recyclability of Printed Graphic Paper supplements these with practical design recommendations for printed paper products designed for recycling. The German Environment Agency’s information on waste paper provides information on the applicable collection and recovery structures in Germany.
8.2 FSC / PEFC / Certified Paper Fibres
The terms “FSC” and “PEFC” refer to the chain-of-custody certification of paper and pulp fibres used in the lightweight printing paper of a package insert. They confirm that the paper fibres used originate from sustainably managed forests and that their traceability is fully documented throughout the supply chain.
Use of the FSC or PEFC logo, or a corresponding certification claim, on a package insert is only permitted if a valid chain-of-custody certificate is in place for the specific product or the underlying paper fibre supply and the printing company itself holds valid certification. As package inserts are frequently processed for pharmaceutical and cosmetics companies subject to stringent regulatory requirements, it must also be verified that an unbroken chain of certification is in place from the paper manufacturer through to the printing company.
Basis for the claim: The FSC Germany overview on FSC trademarks and printed products, as well as the FSC Germany information on Chain of Custody and recycling standards, set out the requirements relating to traceability and correct labelling for printing companies. For PEFC, the corresponding requirements apply in accordance with the PEFC Germany Chain of Custody Standard and the PEFC requirements specifically applicable to printing companies.
8.3 Material Savings / Lower Grammage (Lightweight Printing Paper)
Claims relating to material savings for package inserts describe a reduction in the amount of paper used, particularly through the use of lightweight printing paper with a low grammage (e.g. 40–60 g/m²) compared with a defined reference basis. The necessary functions of the package insert, in particular the legally required legibility and completeness of mandatory information, must be maintained.
A lower grammage cannot therefore be reduced arbitrarily, but is limited by the regulatory minimum requirements applicable to package leaflets, including font size, legibility and sufficient opacity to prevent show-through. A claim such as “material-efficient” or “resource-efficient due to lower paper weight” is only permissible if the grammage used continues to meet the applicable regulatory requirements for legibility and quality.
Basis for the claim: Technical data sheets and product specifications for the lightweight printing papers actually used document the product-specific grammage, opacity and other relevant material properties. The regulatory minimum requirements for package leaflets, in particular with regard to legibility and format, are set out in the European Commission’s EudraLex Volume 2 Guidelines for package leaflets.
8.4 Sustainable / Environmentally Friendly for Package Leaflets
The terms “sustainable”, “environmentally friendly” and “resource-efficient” are broad environmental claims that may relate to different environmental characteristics and stages of the life cycle. When used in connection with a package insert, these terms therefore refer exclusively to the environmental aspect expressly specified, such as fibre certification or a specifically assessed recyclability characteristic. This qualification must be made clearly and prominently in the immediate vicinity of the claim itself, so that the claim is not considered a generic environmental claim within the meaning of Directive (EU) 2024/825. A single environmental characteristic does not provide a basis for a comprehensive positive assessment of the package insert as a whole or of its entire life cycle.
Where the claim is additionally quantified, a clearly identifiable and verifiable source for the specific figure must be stated in the immediate vicinity of the claim. If no such source is available, the quantified claim must be removed or replaced with a general, unquantified and narrowly defined statement in accordance with paragraph 1.
Basis for the claim: The respective claim is based on product-specific data or assessments relating to the environmental aspect expressly stated. The German Environment Agency’s information on paper and printed products and the INGEDE methods for recyclability are used in particular to assess recycling- and fibre-related characteristics. For a more extensive, recognised environmental performance within the meaning of the EmpCo requirements, the European Commission’s EU Ecolabel for printed paper products may be used as a basis for substantiation. Under Directive (EU) 2024/825 on empowering consumers for the green transition (Empowering Consumers Directive), unqualified generic environmental claims are generally considered impermissible unless recognised excellent environmental performance can be demonstrated — unless the claim is clearly limited to the specific environmental aspect as described in paragraph 1.




